Acido oleico e benessere

Acido oleico e benessere

La mancanza di acido oleico può provocare una risposta immunitaria che attacchi le cellule sane del sistema nervoso centrale
Il nostro sistema immunitario è “programmato” per reagire a fattori ambientali o a squilibri che possono provocare danni al nostro corpo.
Non solo infezioni ma anche problemi metabolici di diverso ordine e grado. Capita però che il sistema immunitario attacchi anche le cellule sane,
causando esso stesso patologie. E’ il caso di numerose patologie autoimmuni.

La risposta anomale del sistema immunitario è anche la causa della sclerosi multipla.

I ricercatori dell’Università di Yale hanno scoperto che la mancanza di acido oleico nel nostro tessuto adiposo può provocare una risposta autoimmune.

Secondo questo studio, il tessuto grasso nei pazienti con diagnosi di sclerosi multipla manca di livelli normali di acido oleico,
un acido grasso monoinsaturo che si trova soprattutto nell’olio d’oliva ma anche in carni (manzo, pollo e maiale), formaggio, noci, semi di girasole, uova, latte, olive e avocado.

Questa mancanza di acido oleico porta a una perdita di sensori metabolici che attivano le cellule T, che mediano la risposta del sistema immunitario alle malattie infettive.
Senza gli effetti soppressivi di queste cellule T regolatrici, il sistema immunitario può attaccare le cellule sane del sistema nervoso centrale e causare perdita della vista,
dolore, mancanza di coordinazione e altri sintomi debilitanti della sclerosi multipla.

Quando i ricercatori hanno introdotto acido oleico nel tessuto adiposo di pazienti con sclerosi multipla in esperimenti di laboratorio, i livelli di cellule T regolatorie sono aumentati.

“Sappiamo da tempo che sia la genetica che l’ambiente giocano un ruolo nello sviluppo della sclerosi multipla. Questo documento suggerisce che uno dei fattori ambientali coinvolti è la dieta”,
ha spiegato David Hafler, autore principale dello studio e professore di neurologia e immunobiologia.

L’acido oleico è un acido grasso monoinsaturo costituito da 18 atomi di carbonio (18:1).
Appartiene alla famiglia degli omega-9, poiché il primo ed unico doppio legame presente nella molecola (da cui l’aggettivo monoinsaturo) si trova tra il nono
ed il decimo atomo di carbonio a partire dal gruppo metilico.

L’acido oleico è tipico dell’olio di oliva, in cui lo ritroviamo in percentuali pari a circa il 60-80%, soprattutto nella forma esterificata (trigliceridi);
la quota libera è invece esigua e dev’essere per legge inferiore al 2% nell’olio vergine e allo 0,8% in quello extravergine. In generale, infatti,
un olio è tanto più pregiato quanto più bassa è la sua acidità, caratteristica – questa – che lo rende migliore dal punto di vista organolettico e lo preserva dall’irrancidimento.

Un olio ricco di acido oleico è più stabile alle alte temperature rispetto ad un altro ricco di acidi grassi polinsaturi;
per questo motivo l’olio di oliva ha un punto di fumo elevato e risulta particolarmente adatto per le fritture. La resistenza alla luce, all’aria e al calore,
limita la formazione di prodotti di perossidazione lipidica, dimostratisi particolarmente nocivi per la salute umana.

Attenzione, quindi: per rimanere in salute NON occorre aumentare a dismisura il consumo di olio di oliva, ma semplicemente preferirlo ai lipidi animali contenuti nel burro,
nello strutto e nel lardo. Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, che gli eccessi calorici sono un’importante fattore di rischio cardiovascolare e che un solo
cucchiaio di olio apporta quasi 100 calorie.

L’acido oleico ed in particolare l’olio di oliva (per la sua ricchezza in tocoferoli e polifenoli) esercitano anche un effetto anti-ipertensivo ed antiossidante.

 

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